Ci voleva un derby atteso 20 anni per riportare a galla il Parma. Ci voleva l’adrenalina alle stelle perchè Giorgino facesse il Giorgino, giocatore di categoria superiore, perchè l’orchestra gialloblù, seppur senza esaltare tornasse a prendersi quei benedetti 3 punti per inseguire oggi un sogno, ieri un obiettivo che sembrava quasi scontato. Cuore, tanto cuore più che gli schemi di D’Aversa che però ha il merito di schierare una formazione logica. Baraye non può stare in panchina e Mazzocchi a destra è un treno a vapore di indubbia utilità.
Ci volevano 3 mila parmigiani a colorare la curva del Mapei Stadium di gialloblù e il destino ha fatto sì che proprio sotto la curva del Parma si consumasse la doppietta vincente. Il Parma non è sembrata una squadra in crisi, anzi. La Reggiana caricava a testa bassa e noi pronti ad infilare la banderillas con un calcio logico e ragionato.
Si è vero il secondo tempo ai punti va ai granata ma non dimentichiamoci che eravamo già 2 a 0 e quindi loro dovevano almeno salvare la faccia. Bene ora però bisogna continuare già il prossimo turno con il Modena. La formazione titolare è stata trovata, lo spirito ed il cuore anche. Non è troppo tardi per riprendere il cammino dei sogni