

Non per tutto il territorio, però, le cose vanno così bene. Parma città, ad esempio, cresce bene con un +7,1% rispetto al 2014 delle presenze, mentre le località termali, che comunque confermano il buon andamento iniziato già nel 2014, nell’ultimo anno incrementano le presenze solo del 2,5%. Le città d’arte rappresentano sempre un buon biglietto da visita, tanto che complessivamente Busseto, Colorno, Fidenza, Fontanellato, Fontevivo, Roccabianca, San Secondo, Soragna e Zibello vedono crescere del 4,2% le presenze turistiche. La Montagna mostra invece una certa sofferenza nelle presenze, con un calo del 4% rispetto al 2014.

Per quanto concerne la nazionalità dei turisti che scelgono di visitare il parmense, sono i cinesi ad occupare il primo posto tra gli stranieri, superando le presenze dei francesi (in calo del 13,3%) e dei tedeschi. Aumentano del 3,7% gli statunitensi e del 14% gli inglesi.

“Si conferma per il terzo anno consecutivo un buon risultato per il turismo parmense, e questa continuità ci indica che il nostro territorio si è agganciato in modo stabile a dei flussi turistici importanti – sottolinea il presidente della Provincia Filippo Fritelli – I numeri positivi, in particolare del Capoluogo e del comparto Termale, testimoniano come ci sia da parte di diversi operatori turistici italiani e stranieri un interesse per Parma e il suo territorio, anche se non sempre le aumentate presenze generano ricadute importanti per tutti gli operatori economici.”
Come l’anno scorso, e a differenza del periodo precedente, per il 2015 è il comparto alberghiero che evidenzia le migliori performance percentuali rispetto al 2014, +12,4% di arrivi, +6,2% di presenze. L’extra-alberghiero registra, dopo vari anni di incremento, una diminuzione delle presenze di circa il 2%.
“I flussi turistici a livello mondiale stanno crescendo, e quindi il settore presenta notevoli opportunità per i nostri imprenditori – spiega il delegato provinciale alla Statistica Maurizio Vescovi – La strategicità di questo comparto si conferma a maggior ragione in un periodo di crisi economica, perché nel turismo si può generare valore aggiunto mettendo a valore idee e progetti che, in vari casi, non necessitano di investimenti inarrivabili in un periodo difficile come questo.”